27/06/2012

Padri e figli

Sapete una cosa? Quando ascolto Fornero o Ichino insistere con questa sciocchezza dello scontro tra generazioni, o sul fatto che i nostri padri e madri hanno "ucciso" i propri figli condannandoli a un futuro di ristrettezze inversamente proporzionale alla quantità di beni, prebende e rendite che si sono generosamente garantiti ipotecando anche il nostro futuro, mi viene da chiedere. Ma di quali genitori parlano? Non dei miei.
 
Questa è la storia - brevissima, non vi preoccupate - dei miei vecchi. Mio padre, impiegato per decenni alla Massey Ferguson, multinazionale americana dei trattori, è passato attraverso casse integrazioni, mobilità e umiliazioni varie arrivando, infine, alla pensione, per poi morire di cancro un paio di anni dopo.
Mia madre grazie a Dio è viva: impiegata per tantissimi anni alla Angelini, è andata in pensione - pensate, era il tempo dell'insostenibile sistema retributivo... - con ben 1.500 euro al mese e non ha ancora finito di pagare il mutuo per la sua prima casa. Ha una vita tranquilla dal punto di vista economico e può permettersi persino qualche piccolo agio, tipo un abbonamento a Santa Cecilia o un cinema tutte le settimane.
Solo loro i miei nemici? Sono loro che ha rubato il mio futuro? È da qui che si è alimentato il nostro debito pubblico? Di questo vogliono convincerci, ma noi naturalmente non gli crederemo. Mai.
 

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Di Stefano Iucci il 27/06/2012 alle 18:46



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