02/03/2012

Enzo Striano, uno scrittore in cattedra

Non sapevo che Enzo Striano, autore di un libro superbo, quel Resto di niente – disperatissima biografia romanzata di Eleonora Fonseca Pimentèl, eroina della rivoluzione napoletana del 1799 – che gli ha dato fama meritata solo post mortem, avesse per tanti anni insegnato in un istituto tecnico napoletano. Una scuola al confine tra Soccavo e Vomero, che oggi ha assunto il nome del suo illustre docente. Striano, dunque, come tanti altri autori, appartiene a quella schiera di grandi intellettuali che a un certo punto della propria vita – delusi dalla politica e dall’impegno inteso in senso tradizionale – hanno deciso di andare a insegnare, in prima linea nelle scuole italiane.
 


Lo scrittore, ricordiamo, era stato iscritto al Pci (da cui si allontanò dopo i fatti di Ungheria) e giornalista nella redazione napoletana dell’Unità, quella di cui si parla diffusamente in un altro bel libro di un altro grande partenopeo: Mistero napoletano di Ermanno Rea.

Striano non si “limitò” a insegnare, ma scrisse libri innovativi sul piano didattico: si ricorda un volume pubblicato per La Nuova Italia nel 1968 dedicato alle quattro giornate di Napoli (era docente di italiano e storia), con un uso molto innovativo per l’epoca delle fonti, visto che metteva a disposizione degli studenti un corpus di giornali e manifesti dell’epoca. E, ancora, nel 1983 i Problemi generali di didattica e metodologia: l'insegnamento della storia nelle Scuole medie superiori (Liguori).

Di scuola è intriso anche il suo primo romanzo, quel Giornale di adolescenza pubblicato postumo da Mondadori nel 2000 ma che risale al 1958 e che fu scritto con l’incoraggiamento di Vasco Pratolini. Il Giornale racconta le vicende di Mario, povero adolescente per il quale il liceo, pagato dai durissimi sacrifici dei genitori, rappresenta insieme occasione di riscatto ma anche costante e frustrante conferma della propria minorità sociale.

E non è un caso forse – ma solo giusto riconoscimento – che il suo capolavoro, Il resto di niente, dopo tre anni di incredibile giacenza sulle scrivanie degli editor delle più grandi case editrice italiane, sia stato pubblicato nel 1986 proprio da un editore scolastico, e per di più napoletano: Loffredo.
La scuola e la Napoli di Striano sono senza retorica (Pratolini gli aveva intimato di uccidere “il Di Giacomo che è in te”) e sobrie. E Napoli, come succede con i grandi scrittori partenopei, è spesso piovosa e fredda: ma il calore della narrazione e la verità che ne traspare è un regalo di rara generosità.

Di Enzo Striano non si parla più molto, ma esiste un sito ufficiale  e va dato atto alla Mondadori di avere da tempo ripubblicato nella sua collana supereconomica Il resto di niente.

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Di Stefano Iucci il 02/03/2012 alle 10:00



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Scelte esemplari, che è bene ricordare - anche con questo bel post.

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